Se avete voglia o necessità di provare il blasonato OS a forma di mela leopardata, ma non siete Valerio Restocchi e quindi non potete permettervi di acquistare un Mac, potete provare ad installare una delle versioni hackate del suddetto. Come? Dopo una settimana di ricerche e scaricamenti per lo più illegali sono riuscito nell’ intento, ed ho messo appunto questa semplice procedura. Lo scopo è quello di installare Leopard su un hard disk esterno (o meglio provare ad installarlo fino a che con ci si riesce) per poi clonare l’installazione su una partizione dell’hard disk principale, in cui ci sono già altri OS. In questo modo si evita di stressare l’HD principale con continue installazioni e soprattutto si evita di incasinare l’MBR. Cosa occorre:
- un pc con già installato linux con grub
- un HD esterno (io ho usato un vecchio 80 gb PATA in un box USB)
- una ISO di Leopard “patchato” (dopo molti tentativi ho usato con successo la iDeneb 10.5.5)
- un pacchetto chiamato efi_v8
- Personal Backup ver. X5 (per Mac, la versione di prova per 30 giorni è gratuita)
- un po’ di culo (non si sa mai)
Ho fatto questo giochetto sul mio portatile Acer 5920g.
Ok, procuratevi da dove volete voi la iso di iDeneb e masterizzatela. Piazzate il dvd nel lettore, accendete l’hd esterno e fate il boot da dvd. Dovrebbe caricarsi il programma di installazione di Leopard, dal quale, tramite la Disk Utility, provvederete a formattare adeguatamente l’hd esterno. Io ho scelto di fare un paio di partizioni in GUID formattate con il filesystem mac journaled: il punto importante qui è fare una partizione di sistema piccola (diciamo un 15 gb): in questo modo potrete poi clonarla in una partizione sull’hd principale che dovrà avere dimensione necessariamente uguale o maggiore a quella che avete creato sull’hd esterno. Proseguite quindi con l’installazione, selezionando la partizione che avete creato come destinazione e scegliendo dalle opzioni di installazione i vari driver per il vostro hardware. Occhio a cercare di selezionare *solo* quelli che vi servono: per esempio se avete una sk grafica nvidia e selezionate tutti i driver presenti il sistema potrebbe usare erroneamente un driver che supporta per esempio una sk grafica con 64MB di ram, mentre la vostra ne ha 512. Fate partire l’installazione e fatevi un caffè.
A installazione terminata togliete il dvd e riavviate: dovete settare il bios affinchè faccia il boot dall’HD esterno. Quando compare il messaggio che sta per essere eseguito il boot di darwin premete un tasto qualsiasi (”Press Any Key” [cit.]), scrivete “-v” e quindi invio: così il sistema si avvierà† in modo verbose. Ora, ci sono molte chanches che il boot si blocchi (ecco dove entra in gioco il fattore culo), ma niente panico. Provate più volte a riavviare, magari dando al boot opzioni diverse: per esempio io ho scoperto che nel mio caso col parametro “cpus=1″ Leopard si avvia; altri parametri possibili sono listati nell’help del boot di darwin.
Se il sistema parte e funziona più o meno tutto siete ormai a cavallo. Parte dell’hardware quasi sicuramente non funzionerà, ma fino a che sono ammennicoli tipo la webcam o il lettore di card chi se ne sbatte. Dopo aver giocherellato con il vostro scintillante Leopardhackato potete trasferire questa bella installazione sul vostro HD principale (un OS su un hd esterno usb non è il massimo della performance…).
Posto che abbiate preparato una partizione all’uopo (ma che parole…) fate partire da Leopard Disk Utility, e formattatela col filesystem Mac journaled. Quindi installate e avviate Personal Backup. Scegliete “Bootable Backup”; scegliete come partizione da clonare quella dell’hd esterno dove risiede la vostra installazione di Leopard e come destinazione la partizione sull’hd principale. Mettete il segno di spunta su “Ripara permessi su PARTIZIONE_DI_DESTINAZIONE” ed avviate l’operazione di clonaggio.
A questo punto non rimane che tweakare Grub affinchè riconosca e faccia partire Leopard. Da Linux scaricate pc_efi_v8, scompattatelo e copiate il file boot_v8 in /boot. Editate /boot/grub/menu.lst inserendo le righe per Leopard:
title MacOSX Leopard
root (hdX,Y)
kernel /boot/boot_v8
boot
Qui il trick è che al posto di X e Y bisogna mettere i numeri per indicare a Grub la partizione di *Linux* e NON quella di Leopard. Se non sapete come grub indica le partizioni e gli hd allora RTFM :D.
Se è andato tutto liscio provate a fare il boot dal vostro hd principale e scegliete da Grub la riga di Leopard. Al messaggio di boot di Darwin premete un tasto e scegliete la partizione dove avete installato Leopard (potete anche inserire i vari parametri tipo “cpus=1″ o “-v” ecc). Se il sistema parte avete vinto un fantastico portachiavi della juve.











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